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Il valore probatorio degli allegati inviati a mezzo PEC

Il contributo parte da una serie di dubbi interpretativi e di discordanti orientamenti giurisprudenziali che gli autori evidenziano, intorno al valore probatorio dei documenti allegati e inviati a mezzo posta elettronica certificata (PEC). Il problema viene posto con particolare attenzione ai casi in cui, ai fini della valida presentazione telematica di istanze e dichiarazioni alle PA, occorre stabilire con certezza se il sistema di PEC è identificabile esclusivamente come un sistema di trasmissione sicuro, o anche come un sistema che garantisce oltre la provenienza dei documenti trasmessi ai sensi dell’art. 45 del CAD, anche l’integrità dello stesso e l’identificazione dell’autore come richiesto dall’art. 65 del medesimo Codice. Come emerge dal contributo, gli autori affrontano le criticità del caso, sia da un punto di vista giuridico, che da un punto di vista tecnico anche alla luce delle modifiche strutturali apportate dal Regolamento europeo n° 910/2014 noto come regolamento e- IDAS (electronic IDentification and Authentication Services) di prossima attuazione. L’articolo mostrerà come i due aspetti, sebbene strettamente legati, non sempre risultano allineati complice, probabilmente, la rigidità di un sistema come quello giuridico che, con difficoltà oggettive, è disposto ad abbandonare definitivamente strumenti, regole e procedure mutuate specularmente dall’uso del cartaceo.


Archivi , 2017

Autori IIT:

Roberto Guarasci

Foto di Roberto Guarasci

Tipo: Contributo in rivista non ISI
Area di disciplina: Information Technology and Communication Systems

File: Il valore probatorio degli allegati inviati a mezzo PEC.pdf
Da pagina 67 a pagina 68

Attività: Interventi a supporto della realizzazione del fascicolo sanitario elettronico