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Internet Governance eco-system: un’utopia globale? Dal modello multi-stakeholders al modello multi-equal-stakeholders

Il lavoro che qui s’introduce propone una ricerca sul campo della “Internet Governance” come nuovo ambito di ricerca riguardante i modelli di gestione del sistema Internet, che saranno determinanti per garantire un futuro alla Rete.

L’avvento della Rete Internet ha rappresentato una rivoluzione per l’epoca contemporanea, avendo provveduto ad ingenerare una maestosa serie di cambiamenti nella vita sociale, istituzionale, politica ed economica. Questa rivoluzione in atto si è estesa inglobando nel suo alveo tutte le problematiche connesse al suo stesso sviluppo. Internet, come tutti i fenomeni sociali, però, necessita di una regolamentazione[1], che ne disciplini anche le coordinate di sviluppo, in quanto neanche questa realtà sfugge all’antico broccardo: ubi societas hominum ibi ius.

Necessitano, quindi, scelte che si pongano come condizione ineludibile per la realizzazione dell’obiettivo di un’Internet Governance effettiva, che gli stakeholders internazionali da tempo perseguono ma che sul piano della concreta applicazione appare ancora sfuggente o comunque non compiutamente definita.

Non si può pensare ad Internet come ad universo senza regole sia giuridiche sia economico-sociali, e quindi, risulta necessario fornire a questo strumento una regolamentazione specifica per disciplinare oltre che l’uso anche le potenzialità insite in questo strumento. A sostegno di ciò, nel luglio del 2005 è stato reso pubblico il Rapporto del Working Group on Internet Governance (WGIG) nel quale è stata definita la governance di Internet come lo sviluppo e l’applicazione da parte dei governi, della Global Civil Society e del settore privato, di norme, regole e metodi condivisi che possano determinare l’evoluzione e soprattutto l’effettivo funzionamento di Internet.

L’importanza di una ricerca sull’Internet Governance è indiscutibile, così come lo sono gli step a cui essa si rivolgerà come i modelli di gestione, l’identità digitale, la regolamentazione necessaria per assicurare la sicurezza e la stabilità dell’infrastruttura, i problemi connessi agli utilizzi non appropriati della Rete come la privacy, gli aspetti etici, politici, giuridici ed economici collegati da un lato all’accesso ad Internet con conseguenze di digital divide e dall’altro la tutela della diversità culturale.

Ciascuna di queste grandi aree coinvolge un gruppo specifico di attori, tecnologie e accordi istituzionali e quindi una ricerca in questo ampio raggio dovrebbe essere analizzata seguendo una prospettiva globale, utilizzando metodi di ricerca comparativa transazionale nell’intento di apportare fiducia al cambiamento, perché siamo “tutti emigranti nel tempo […] abbiamo perciò bisogno di andare avanti in maniera più sensata: di memoria che ci colleghi al passato, ma nello stesso tempo di audacia che ci apra verso il nuovo[2]”.

L’analisi sarà sempre effettuata tenendo conto dell’approccio globale dell’Internet Governance come eco-sistema utopico che con gran fatica sta cercando di emergere.

Un ringraziamento, alla stesura del presente lavoro, va in primis, all’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa, sensibile alla telematica dell’Internet Governance.

Grazie all’impegno del dott. Domenico Laforenza, dell’Ing. Stefano Trumpy, della dott.ssa Laura Abba e della Dott.ssa Adriana Lazzaroni, questa disciplina innovativa e complessa si è radicata saldamente nell’ambiente di ricerca pisano. È grazie al loro costante impegno che promanano tutte le attività in merito, con un’attenzione assoluta suggerita dalla consapevolezza dell’importanza della materia per il futuro non solo italiano ma dell’intero globo.

Il mio interesse originario per il Diritto dell’Informatica si è sviluppato durante la partecipazione al Dottorato in Scienze giuridiche dell’Ateneo pisano, durante il quale ho orientato la mia ricerca sulla medesima materia. Ho fatto i miei primi passi nell’ambiente universitario pisano collaborando con la Prof.ssa Dianora Poletti, studiosa attiva nelle problematiche giuridiche inerenti Internet.

Un ringraziamento, ultimo ma non ultimo, va ai direttori di questa collana, Giovanni Ziccardi e Pierluigi Perri, che con dedizione e passione alimentano la ricerca scientifica sul diritto dell’informatica.

Inoltre, la partecipazione a numerosi meeting sull’Internet Governance e la collaborazioni con l’Internet Society, chapter Italiano, hanno contribuito a mantenere viva la passione per i temi trattati nel presente volume.



[1] John Perry Barlow, uno dei profeti libertari di Internet nella sua celebre “Dichiarazione di indipendenza del cyberspazio” (cfr. J.P. Barlow, A declaration of Independence of Cyberspace, 1996, in https://projects.eff.org/~barlow/Declaration-Final.html ) rivendicava con slancio poetico l’autonomia della Rete, la sua estraneità alla politica e al diritto. In nome del futuro, egli chiedeva “ai governi del mondo industriale, stanchi giganti di carne ed acciaio” di lasciare stare il ciberspazio, la “nuova casa della mente”. Egli affermava l’originarietà dell’ordinamento del ciberspazio: questo non dipende dalle istituzioni del mondo fisico, ma è un fenomeno naturale, che “cresce spontaneamente attraverso le azioni collettive” dei suoi membri. Alle preoccupazioni lliberali espresse da Barlow e dai numerosi sostenitori della anarchia del ciberspazio (in questa direzione anche P. Ludlow, Crypto Anarchy, Cyberstates, and Pirate Utopias, Cambridge, 2011), si sono contrapposte le numerose richieste di una disciplina giuridica della Rete. Si è trattato di voci provenienti dai governi, interessati a controllare la Rete a fini di polizia (prevenire del crimine e in particolare del terrorismo), a censurare alcuni tipi di informazioni (materiali attinenti alla pedofilia, alla pornografia, all’incitazione all’odio etnico o razziale). L’esigenza che i diritti di libertà siano tutelati su Internet si unisce infatti alla costatazione che la libertà degli utilizzatori, commerciali e non, ha consentito lo sviluppo della Rete in modi nuovi e imprvedibili, culturalmente ed economicamente rilevanti (cfr. J. Zittrain, The Future of Internet, Yale, 2009; C. Di Cocco, G. Sartor,, Temi di diritto dell’Informatica, Torino, 2011)

[2] R. Bodei, Sogno ed utopia, Modena, 2009, pp.17 e ss.

 


2015

Autori IIT:

Tipo: Libro di ricerca originale con casa editrice nazionale
Area di disciplina: Information Technology and Communication Systems

File: INTRODUZIONE.pdf

Attività: Consolidamento e rafforzamento delle attività tecnico-scientifiche in materia di Internet Governance
Divulgazione scientifica