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Quando la Co2 finisce in mare

04/11/2013
A cura di:

Stefano Groppioni

Foto di Stefano Groppioni

Soggetti esterni: Florinda Aratari (Cnr, Roma), Claudio Barchesi (Cnr, Roma), Anna Capasso (Cnr, Roma)

Mari incontaminati, spiagge bianche e barriere coralline. Ognuno di noi sogna così il proprio angolo di paradiso sulla terra. Ma questi luoghi sono costantemente a rischio, non solo a causa dell’inquinamento prodotto dagli scarichi di sostanze nocive e inorganiche nelle falde acquifere, ma anche per colpa del normale inquinamento atmosferico. L’anidride carbonica, che ne è la principale causa, crea grossi problemi anche all’habitat marino, acidificando le acque e mettendo a rischio l’esistenza di molte specie. Una ricerca internazionale pubblicata sul Nature Climate Change, a cui ha preso parte anche l’Istituto di scienze marine del Cnr ha scoperto che alcuni di questi organismi stanno riuscendo ad adattarsi alle nuove condizioni dei nostri mari e oceani. Una buona notizia che non ci deve indurre ad abbassare la guardia.