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La scienza del patrimonio: il ruolo chiave del Cnr

01/07/2015
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Il 2 luglio, nell’ambito dell’evento “European Research Infrastructure for Heritage Science” (Palazzo Vecchio, Firenze – 30 giugno-3 luglio 2015), organizzato anche con il supporto del Cnr, si è tenuto il workshop “E-RIHS: Shaping the European Research Area of Heritage Science”, co-organizzato da Iperion CH e PARTHENOS, due progetti internazionali a guida italiana, finanziati dalla Commissione Europea nel quadro del programma di sostegno alla ricerca e all’innovazione Horizon 2020.
Il workshop ha messo a punto lo stato della ricerca italiana sui beni culturali e le opportunità in termine di innovazione e sviluppo create dalle infrastrutture di ricerca comunitarie. “Stabilire un’area di ricerca europea per i beni culturali è un’operazione complessa, alla quale l’infrastruttura E-RIHS si propone di contribuire con decisione” afferma Luca Pezzati, dell’Istituto nazionale di ottica del Cnr di Firenze e coordinatore di Iperion CH. “Si tratta di un’infrastruttura di ricerca molto grande, a supporto della Heritage Science in Europa, che già aggrega 12 Paesi europei e che consoliderà la leadership che l’Europa detiene sull’intero pianeta, quando si parla di tecniche, conservazione e restauro dei Beni culturali”.
All’incontro, presente anche il direttore generale del Cnr, Paolo Annunziato, che ha evidenziato il ruolo del Cnr nell’ambito della ricerca e delle nuove tecnologie nel campo dei beni culturali. “Il patrimonio culturale e tutte le tecnologie conivolte nella conservazione dello stesso, sono naturalmente un settore di grande interesse per il Cnr” dichiara il direttore generale. “Questa è un’area caratterizzata da una forte interdisciplinarità e il Cnr per sua natura è interdisciplinare, uno dei luoghi dove l’integrazione di discipline diverse diventa un particolare punto di forza”.
“La ricerca sui Beni culturali sta progredendo a grande velocità verso l’integrazione di discipline come l’informatica, la chimica e la fisica, per migliorare la nostra conoscenza del passato” conclude Franco Niccolucci, direttore scientifico del VAST-LAB dell’Università di Firenze e coordinatore del progetto europeo PARTHENOS.