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Ludoteca del Registro .it: il progetto Let's Bit!

Il video racconta il progetto Let's Bit! della Ludoteca del Registro .it: un modello di peer education che vede il coinvolgimento dei ragazzi delle scuole superiori nel ruolo di educatori all'utilizzo consapevole della Rete

15/09/2015
Espad, il mondo dei consumi psicoattivi: le droghe

Lo studio dei ricercatori dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr ESPAD®Italia (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs, condotto nel 2014 come ogni anno dal 1999) ci fornisce dei dati nuovi e imprevedibili sul mondo delle droghe tra i giovanissimi. I dati sono emersi dalle risposte dei questionari sottoposti a circa 700mila studenti tra i 15 e i 19 anni: sono le sostanze “sconosciute”, usate da oltre 50mila ragazzi, assieme agli psicofarmaci assunti senza prescrizione medica, la preoccupante novità del consumo di droghe. Moltissimi hanno assunto sostanze psicotrope senza neanche sospettare cosa fossero.
“La novità dello studio, che ha coinvolto 30mila studenti di 405 istituti scolastici superiori italiani”, spiega Sabrina Molinaro, ricercatrice dell’Ifc-Cnr e responsabile dello studio, “riguarda proprio il numero significativo di ragazzi che utilizzano sostanze senza conoscerle né sapere quali effetti procurano”.
Dalla ricerca Cnr emerge un mondo di uso-misuso-abuso al limite della dipendenza. Per questa ragione è necessario coinvolgere i giovani in campagne di sensibilizzazione, iniziative di prevenzione ed educazione, al fine di affrontare i rischi che si corrono, “educare all’uso”, ancor prima che punire certi comportamenti.

 

01/07/2015
La scienza del patrimonio: il ruolo chiave del Cnr

Il 2 luglio, nell’ambito dell’evento “European Research Infrastructure for Heritage Science” (Palazzo Vecchio, Firenze – 30 giugno-3 luglio 2015), organizzato anche con il supporto del Cnr, si è tenuto il workshop “E-RIHS: Shaping the European Research Area of Heritage Science”, co-organizzato da Iperion CH e PARTHENOS, due progetti internazionali a guida italiana, finanziati dalla Commissione Europea nel quadro del programma di sostegno alla ricerca e all’innovazione Horizon 2020.
Il workshop ha messo a punto lo stato della ricerca italiana sui beni culturali e le opportunità in termine di innovazione e sviluppo create dalle infrastrutture di ricerca comunitarie. “Stabilire un’area di ricerca europea per i beni culturali è un’operazione complessa, alla quale l’infrastruttura E-RIHS si propone di contribuire con decisione” afferma Luca Pezzati, dell’Istituto nazionale di ottica del Cnr di Firenze e coordinatore di Iperion CH. “Si tratta di un’infrastruttura di ricerca molto grande, a supporto della Heritage Science in Europa, che già aggrega 12 Paesi europei e che consoliderà la leadership che l’Europa detiene sull’intero pianeta, quando si parla di tecniche, conservazione e restauro dei Beni culturali”.
All’incontro, presente anche il direttore generale del Cnr, Paolo Annunziato, che ha evidenziato il ruolo del Cnr nell’ambito della ricerca e delle nuove tecnologie nel campo dei beni culturali. “Il patrimonio culturale e tutte le tecnologie conivolte nella conservazione dello stesso, sono naturalmente un settore di grande interesse per il Cnr” dichiara il direttore generale. “Questa è un’area caratterizzata da una forte interdisciplinarità e il Cnr per sua natura è interdisciplinare, uno dei luoghi dove l’integrazione di discipline diverse diventa un particolare punto di forza”.
“La ricerca sui Beni culturali sta progredendo a grande velocità verso l’integrazione di discipline come l’informatica, la chimica e la fisica, per migliorare la nostra conoscenza del passato” conclude Franco Niccolucci, direttore scientifico del VAST-LAB dell’Università di Firenze e coordinatore del progetto europeo PARTHENOS.

 




01/07/2015
Sorgente di luce di sincrotrone: il laboratorio (internazionale) è a Trieste

Elettra Sincrotrone Trieste, dotato di 26 linee di luce (incluso il laser ad elettroni liberi dell’anello di accumulazione), è un laboratorio internazionale di sorgente di luce di sincrotrone. Esso opera in stretta relazione con l’Istituto per l’Officina dei Materiali (Iom) del Cnr di Trieste, che svolge ricerca interdisciplinare basata “sulla conoscenza delle proprietà fisiche di materiali e sistemi complessi alla scala atomica e delle loro funzionalità”.
Nel laboratorio sono disponibili tecniche di analisi convenzionale e strumenti per il calcolo scientifico con l’obiettivo di offrire supporto ai ricercatori nei loro esperimenti. La beamline del laboratorio apre le porte a ricercatori di tutto il mondo.
Il direttore dello Iom-Cnr, Alberto Morgante, con Albano Cossaro (Iom-Cnr), ci ha illustrato sia la strumentazione avanzata e i metodi per l’utilizzo delle sorgenti di radiazione di sincrotrone del laboratorio, che le attività in esso svolte.

 



 

 


01/07/2015
L’Osservatorio “Ciao”: lo studio dell’atmosfera passa dal Cnr

L’Osservatorio “Ciao”, dell’Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale (Imaa) del Cnr di Tito Scalo (Pz), è uno dei principali osservatori per lo studio dell’atmosfera nell’ambito del progetto “Actris 2” – uno dei quattro progetti del Cnr premiati nel bando “Infraia” di Horizon 2020 – coordinato da Gelsomina Pappalardo (Imaa-Cnr).
L’infrastruttura di ricerca “Actris 2” è stata creata per mettere a punto una piattaforma per tutta la ricerca in campo atmosferico, con l’obiettivo di integrare tutte le tecnologie esistenti per studiare l’atmosfera e, di conseguenza, essere pronti a individuare strategie per adattamenti e mitigazioni ai cambiamenti climatici.
“L’integrazione della capacità osservativa per lo studio dell’atmosfera nell’ambito del progetto Actris, avviene attraverso
la messa in rete dei principali osservatori per lo studio dell’atmosfera che abbiamo in Europa, tra cui ‘Ciao’ (Cnr-Imaa Atmospheric Observatory)” afferma la coordinatrice del progetto. “L’attività principale dell’osservatorio Ciao è quello di studiare il profiling del’atmosfera: studiare vari parametri di interesse come quelli meteo, gli aerosol, le nubi e i gas, in funzione della quota”.

Vedi anche: Quattro Progetti CNR premiati nel bando infrastrutture

 

 

 

 


01/06/2015
Nffa-Trieste demonstrator: quando la ricerca apre le porte all’utenza scientifica europea (di nanoscienze)

Nffa-Trieste Demonstrator è la beamline del progetto europeo Nffa-Europe (Nanoscience Foundries and Fine Analysis-Europe), dell’Istituto dell’officina dei materiali (Iom) del Cnr di Trieste. Nffa-Europe è uno dei quattro progetti del Cnr premiati nel bando “Infrastrutture” di Horizon 2020, coordinato dal prof. Giorgio Rossi.
“L’Istituto Officina dei materiali (Iom) del Cnr di Trieste sta proseguendo l’azione iniziata a suo tempo dall’Infm (Istituto Nazionale per la Fisica della Materia), di strutturare attorno agli strumenti per l’analisi fine (in questo caso la spettroscopia con luce di sincrotrone), anche ‘facility’ di crescita e caratterizzazione dei materiali ” dichiara il coordinatore del progetto,
uno dei quattro progetti vincitori del bando Infrastrutture di Horizon 2020, “onde poter offrire, all’utenza esterna e alla ricerca propria del Cnr, un’infrastruttura che permetta di compiere un percorso di ricerca completo, dalla fase di progettazione, simulazione (anche numerica) e fabbricazione del campione, fino all’analisi spettroscopica, o microscopica e quindi alla comprensione dei fenomeni peculiari delle nanoscienze”. “Il progetto Nffa-Europe riunisce i principali centri di luce di sincrotrone e di spettroscopia neutronica in un network” conclude Rossi, “che offrirà all’utenza scientifica europea di nanoscienze accesso integrato ad attività tipo foundry (crescita e caratterizzazione) e attività di spettroscopia, attività di simulazione numerica, con un sistema che offrirà contemporaneamente un data management, un sistema integrato di gestione e accesso ai dati, per gli utenti direttamente responsabili della ricerca che per eventuali utenti futuri che possano riutilizzare questo patrimonio di conoscenze che sarà prodotto nei prossimi quattro anni da questa collaborazione europea”.

Vedi anche: Quattro progetti CNR premiati nel bando infrastrutture

 

 

01/06/2015
Nffa-Trieste demonstrator: quando la ricerca apre le porte all’utenza scientifica europea (di nanoscienze)

Nffa-Trieste Demonstrator è la beamline del progetto europeo Nffa-Europe (Nanoscience Foundries and Fine Analysis-Europe), dell’Istituto dell’officina dei materiali (Iom) del Cnr di Trieste. Nffa-Europe è uno dei quattro progetti del Cnr premiati nel bando “Infrastrutture” di Horizon 2020, coordinato dal prof. Giorgio Rossi.
“L’Istituto Officina dei materiali (Iom) del Cnr di Trieste sta proseguendo l’azione iniziata a suo tempo dall’Infm (Istituto Nazionale per la Fisica della Materia), di strutturare attorno agli strumenti per l’analisi fine (in questo caso la spettroscopia con luce di sincrotrone), anche ‘facility’ di crescita e caratterizzazione dei materiali ” dichiara il coordinatore del progetto,
uno dei quattro progetti vincitori del bando Infrastrutture di Horizon 2020, “onde poter offrire, all’utenza esterna e alla ricerca propria del Cnr, un’infrastruttura che permetta di compiere un percorso di ricerca completo, dalla fase di progettazione, simulazione (anche numerica) e fabbricazione del campione, fino all’analisi spettroscopica, o microscopica e quindi alla comprensione dei fenomeni peculiari delle nanoscienze”. “Il progetto Nffa-Europe riunisce i principali centri di luce di sincrotrone e di spettroscopia neutronica in un network” conclude Rossi, “che offrirà all’utenza scientifica europea di nanoscienze accesso integrato ad attività tipo foundry (crescita e caratterizzazione) e attività di spettroscopia, attività di simulazione numerica, con un sistema che offrirà contemporaneamente un data management, un sistema integrato di gestione e accesso ai dati, per gli utenti direttamente responsabili della ricerca che per eventuali utenti futuri che possano riutilizzare questo patrimonio di conoscenze che sarà prodotto nei prossimi quattro anni da questa collaborazione europea”.

Vedi anche: Quattro progetti CNR premiati nel bando infrastrutture

 

 

01/06/2015
(So)Big Data: le “briciole” digitali raccontano la nostra società

La storia dei Big data in Rete si fa sempre più interessante: è nato “SoBigData.eu”, un nuovo progetto europeo, premiato nel Bando “Infrastrutture” di Horizon 2020.

 

I Big data non sono altro che le tracce digitali che lasciamo dietro di noi quando utilizziamo le tecnologie, che fanno ormai parte integrante della nostra vita, e che raccontano di noi e della nostra vita. “Questo ci permette di raccogliere informazioni a un livello di dettaglio sul funzionamento della società, che non era mai accaduto prima”, afferma Fosca Giannotti, dell’Istituto di scienza e tecnologia dell’informazione (Isti) del Cnr di Pisa e coordinatrice del progetto europeo. “E’ da qui che è nata l’idea di SoBigData.eu, elaborazione e analisi di Social Mining e Big Data, un’infrastruttura di ricerca che mette a disposizione sia la strumentazione che le competenze, per permettere ad altri scienziati e ricercatori, di realizzare grandi esperimenti sociali”.
L’opportunità nuova, che si apre nel fronte della ricerca, è quella di poter avere una sorta di microscopio sociale e poter osservare fenomeni sia individuali che collettivi.

Oltre all’Isti e all’Istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa, fanno parte di questo progetto anche l’Università di Pisa, l’Imt di Lucca e la Scuola Normale superiore. 

Vedi anche: Quattro progetti CNR premiati nel bando infrastrutture di Horizon 2020

 



 


01/06/2015
Horizon 2020: quattro progetti cnr premiati nel bando “infrastrutture”

L’Italia e il Cnr a testa alta nel bando “Infrastrutture” di Horizon 2020: sui 58 presentati, 21 i progetti ammessi alla valutazione dei membri del Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’Innovazione (2014 – 2020), 6 hanno capofila italiani e 4 hanno come capofila il Cnr (i due italiani rimanenti sono dell’Inaf e del Cineca).
I quattro progetti del Cnr sono stati premiati all’interno del bando “Infraia-1” (“Integrating and Opening Existing National and Regional Research Infrastructures of European Interest”).
Le proposte dell’Ente sono:
- ‘Iperion Ch’ (‘Integrated Project for the European Research Infrastructure On Cultural Heritage’, 8 milioni di euro), coordinato da Luca Pezzati dell’Istituto nazionale di ottica (Ino) del Cnr di Arcetri;
- ‘Actris-2’ (‘Aerosols, Clouds, and Trace Gases Research Infrastructure Network’, 9,5 milioni), coordinato da Gelsomina Pappalardo dell’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale (Imaa) di Tito Scalo;
- ‘SoBigData’ (‘So Big Data Research Infrastructure’, 5 milioni) coordinato da Fosca Giannotti dell’Istituto di scienze e tecnologie dell’informazione ‘A. Faedo’ (Isti) del Cnr di Pisa;
- ‘Nffa-Europe’ (‘Nanoscience Foundries and Fine Analysis-Europe’, 10 milioni), coordinata da Giorgio Rossi dell’Istituto officina dei materiali (Iom) del Cnr di Trieste.
Bandito nell’aprile 2014, Infraia-1 ha messo in palio complessivamente 140 milioni di euro.

 

 

04/05/2015
“Natura morta” allo scan dell’Ino di Firenze

Nell’ambito del progetto europeo Iperion CH, uno degli strumenti del laboratorio mobile che andrà in giro in Europa, su chiamata, è lo scanner multispettrale Vis-Nir, uno strumento per l’imaging multispettrale indispensabile nel campo della conservazione delle opere d’arte e per analizzare antichi dipinti.
In particolare, esso acquisisce sedici canali nel visibile (Vis) e sedici nell’infrarosso (Nir): “dai primi canali del visibile è possibile ricostruire l’immagine a colori del dipinto, mantenendo l’informazione spettrale pixel per pixel del dipinto”, ci informa Raffaella Fontana, ricercatrice all’Istituto nazionale di ottica del Cnr di Firenze. “Dagli altri canali nell’infrarosso è possibile studiare quello che sta sotto il pigmento”.
Gli studiosi dell’Ino di Firenze, grazie a queste tecniche innovative e a una collaborazione con l’Università spagnola, hanno passato al “setaccio” la “Natura morta” del Museo del “Centro Regional de Bellas Artes de Oviedo” (Spagna).
“Attraverso l’analisi multispettarle Vis-Nir di questo dipinto” continua la ricercatrice dell’Ino, “sotto la natura morta ‘visibile’ abbiamo scoperto un paesaggio diverso, probabilmente di origine lacustre o fluviale, con delle casette. Una scoperta assolutamente inaspettata”.
La caratterizzazione della “riflettanza” spettrale dello strato pittorico ha ricevuto una grande attenzione negli ultimi anni a causa delle sue diverse applicazioni che vanno dalla diagnostica (controllo dello stato di conservazione e il riconoscimento dei pigmenti) alla documentazione digitale, in modo assolutamente non distruttivo.

 

 

04/05/2015