

{"id":1411,"date":"2021-10-19T10:49:46","date_gmt":"2021-10-19T08:49:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iit.cnr.it\/?post_type=news&#038;p=1411"},"modified":"2021-10-19T10:50:19","modified_gmt":"2021-10-19T08:50:19","slug":"il-cervello-non-sceglie-la-via-piu-breve","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/www.iit.cnr.it\/en\/news\/il-cervello-non-sceglie-la-via-piu-breve\/","title":{"rendered":"Il cervello non sceglie la via pi\u00f9 breve"},"content":{"rendered":"\n<p>La distanza pi\u00f9 breve fra due punti \u00e8 una linea retta. Quando per\u00f2 camminiamo in una citt\u00e0, il percorso diretto verso la destinazione potrebbe non essere possibile. Come decidiamo la strada da prendere?<\/p>\n\n\n\n<p>Uno nuovo studio dell\u2019Istituto di informatica e telematica del CNR di Pisa in collaborazione con il <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.mit.edu\" target=\"_blank\">Massachusetts Institute of Technology<\/a><\/strong> e con il <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.polito.it\" target=\"_blank\">Politecnico di Torino<\/a><\/strong> dimostra che il nostro cervello non \u00e8 ottimizzato per calcolare il cosiddetto \u201ccammino minimo\u201d quando lo spostamento \u00e8 pedonale. Il lavoro \u00e8 stato pubblicato su\u00a0<em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s43588-021-00130-y\" target=\"_blank\">Nature Computational Science<\/a>.<\/em><br><br>Il team di ricerca ha analizzato <strong>un data set di oltre 550mila spostamenti a piedi <\/strong>di oltre 14mila persone di Boston e San Francisco e ha scoperto che i pedoni tendono a scegliere percorsi, detti \u201ccammini direzionali\u201d, che sembrano puntare direttamente verso la destinazione anche se potrebbero alla fine risultare pi\u00f9 lunghi del \u201ccammino minimo\u201d.<br><br><em>\u201cQuesta strategia, nota come navigazione vettoriale, \u00e8 stata osservata in studi precedenti effettuati su animali, dagli insetti ai primati\u201d<\/em>, spiega <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.iit.cnr.it\/paolo.santi\" target=\"_blank\">Paolo Santi<\/a><\/strong>, dirigente di ricerca IIIT-CNR. <em>\u201cLa navigazione vettoriale viene usata perch\u00e9 richiede meno risorse cerebrali rispetto al dover calcolare il cosiddetto cammino minimo. Questo risparmio energetico cerebrale potrebbe essere il risultato dell\u2019evoluzione, in modo da lasciare al cervello pi\u00f9 risorse per compiere altre attivit\u00e0 per la sopravvivenza\u201d<\/em>.\u00a0<br><br>La mente distribuisce le energie tra le diverse attivit\u00e0 di calcolo. <em>\u201cSembra esistere un meccanismo che alloca le risorse computazionali del cervello per altri utilizzi. Trentamila anni fa, ad esempio, per fuggire da un predatore e oggi per evitare una zona pericolosa per l\u2019eccessivo traffico\u201d<\/em>, dichiara <strong>Carlo Ratti<\/strong>, Professore di tecnologie urbane presso il Dipartimento di Urban studies and planning del MIT e direttore del <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/senseable.mit.edu\/\" target=\"_blank\">Senseable City Lab<\/a>. <em>\u201cLa navigazione vettoriale non produce il cammino minimo, ma un tragitto sufficientemente vicino a quello minimo, pi\u00f9 semplice da calcolare e quindi con un dispendio di energie cerebrali inferiore\u201d<\/em>.<br><br><strong>I risultati dello studio potrebbero essere utilizzati per la progettazione urbana<\/strong>. <em>\u201cLe potenzialit\u00e0 contenute nei dati di spostamento degli individui sono enormi. L\u2019avere individuato caratteristiche comportamentali uniformi in citt\u00e0 dalle caratteristiche cos\u00ec diverse ci fa ben sperare nella possibilit\u00e0 di usare questi dati per progettare meglio le citt\u00e0 del futuro, rendendo gli spostamenti dei cittadini pi\u00f9 efficaci, sicuri e, perch\u00e9 no, piacevoli\u201d<\/em>, afferma <strong>Alessandro Rizzo, Professore di automatica e robotica presso il Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni del Politecnico di Torino.\u00a0<br><\/strong><br>Allo studio hanno contribuito <strong>Christian Bongiorno<\/strong> (primo firmatario), Professore associato presso l\u2019<strong>Universit\u00e9 Paris-Saclay<\/strong>, <strong>Alessandro Rizzo<\/strong>, Professore di automatica e robotica presso il Dipartimento di elettronica e telecomunicazioni del <strong>Politecnico di Torino<\/strong>, e <strong>Joshua Tenenbaum<\/strong>, professore di scienze computazionali e cognitive presso il Centro per lo studio del cervello, mente, e macchine del Dipartimento di Brain and Cognitive Science del MIT.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":1412,"template":"","categories":[],"tags":[61,132,28,144,149],"class_list":["post-1411","news","type-news","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-algoritmi","tag-mobilita-urbana","tag-ricerca","tag-urban-mobility-2","tag-urban-planning-2"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.iit.cnr.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/news\/1411","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.iit.cnr.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/news"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.iit.cnr.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/news"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iit.cnr.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1412"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.iit.cnr.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iit.cnr.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iit.cnr.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}