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Il “miracolo” di Ponterosso

01/04/2014
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I ricercatori dello Iit-Cnr hanno ricostruito, con Geomemories, la vicenda del “miracolo” di Ponterosso, in Versilia, negli anni della seconda Guerra mondiale. Con la progettazione di Geomemories, un sistema che intende sia realizzare un atlante storico-geografico con tecnologie web 2.0, sia consentire una navigazione spazio-temporale attraverso lo stesso, gli studiosi del Cnr hanno cercato di rendere fruibile la grandissima quantità di foto presenti nell’Aerofototeca Nazionale di Roma. Queste foto aeree partono dalla fine del 1800 sino a tutto il 1900: grazie ad esse è possibile avere una copertura quasi completa dell’Italia, da confrontare con le attuali immagini satellitari di Google. L’archivio di Geomemories raccoglie 100 anni di storia e “misura” così l’evoluzione del territorio italiano. Inoltre, con la memoria collettiva degli utenti, Geomemories potrebbe diventare una sorta di “libro virtuale storico”.

A partire dal gennaio 1944 la Versilia subì una lunga serie di bombardamenti da parte dell’aviazione alleata, che, come obiettivi principali, aveva la statale Aurelia e la linea ferroviaria Pisa-Genova, importanti vie di comunicazione per i movimenti delle truppe e dei mezzi tedeschi. Anche le zone limitrofe ne subirono i disastrosi effetti con ferite e numerosi feriti e circa 200 morti.
In particolare fu presa di mira la località di Ponterosso, nel Comune di Pietrasanta, dove si trovavano due ponti sul fiume Versilia, uno stradale sull’Aurelia, l’altro ferroviario, molto importanti per i collegamenti con la provincia di Massa Carrara e quella di La Spezia. Dal maggio al luglio 1944 ben 21 missioni decollarono per distruggerli, senza però riuscire nell’intento, tanto che i ponti furono fatti saltare dai Tedeschi nel mese di settembre, al momento di ripiegare sulla Linea Gotica, i cui avamposti si trovavano a poche centinaia di metri di distanza in linea d’aria. Per fortuna, nonostante la frequenza e l’intensità degli attacchi, il numero delle vittime fu limitato (una ventina tra morti e feriti gravi), dato che molti abitanti lasciarono la propria casa cercando rifugio altrove. Con un ponte provvisorio sul fiume, gli americani consentirono cosi’ l’afflusso di uomini e mezzi alle loro postazioni avanzate oltre il fiume Versilia. I due ponti furono ricostruiti nell’immediato dopoguerra.