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(So)Big Data: le “briciole” digitali raccontano la nostra società

La storia dei Big data in Rete si fa sempre più interessante: è nato “SoBigData.eu”, un nuovo progetto europeo, premiato nel Bando “Infrastrutture” di Horizon 2020.

 

I Big data non sono altro che le tracce digitali che lasciamo dietro di noi quando utilizziamo le tecnologie, che fanno ormai parte integrante della nostra vita, e che raccontano di noi e della nostra vita. “Questo ci permette di raccogliere informazioni a un livello di dettaglio sul funzionamento della società, che non era mai accaduto prima”, afferma Fosca Giannotti, dell’Istituto di scienza e tecnologia dell’informazione (Isti) del Cnr di Pisa e coordinatrice del progetto europeo. “E’ da qui che è nata l’idea di SoBigData.eu, elaborazione e analisi di Social Mining e Big Data, un’infrastruttura di ricerca che mette a disposizione sia la strumentazione che le competenze, per permettere ad altri scienziati e ricercatori, di realizzare grandi esperimenti sociali”.
L’opportunità nuova, che si apre nel fronte della ricerca, è quella di poter avere una sorta di microscopio sociale e poter osservare fenomeni sia individuali che collettivi.

Oltre all’Isti e all’Istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa, fanno parte di questo progetto anche l’Università di Pisa, l’Imt di Lucca e la Scuola Normale superiore. 

Vedi anche: Quattro progetti CNR premiati nel bando infrastrutture di Horizon 2020

 



 


01/06/2015
Horizon 2020: quattro progetti cnr premiati nel bando “infrastrutture”

L’Italia e il Cnr a testa alta nel bando “Infrastrutture” di Horizon 2020: sui 58 presentati, 21 i progetti ammessi alla valutazione dei membri del Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’Innovazione (2014 – 2020), 6 hanno capofila italiani e 4 hanno come capofila il Cnr (i due italiani rimanenti sono dell’Inaf e del Cineca).
I quattro progetti del Cnr sono stati premiati all’interno del bando “Infraia-1” (“Integrating and Opening Existing National and Regional Research Infrastructures of European Interest”).
Le proposte dell’Ente sono:
- ‘Iperion Ch’ (‘Integrated Project for the European Research Infrastructure On Cultural Heritage’, 8 milioni di euro), coordinato da Luca Pezzati dell’Istituto nazionale di ottica (Ino) del Cnr di Arcetri;
- ‘Actris-2’ (‘Aerosols, Clouds, and Trace Gases Research Infrastructure Network’, 9,5 milioni), coordinato da Gelsomina Pappalardo dell’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale (Imaa) di Tito Scalo;
- ‘SoBigData’ (‘So Big Data Research Infrastructure’, 5 milioni) coordinato da Fosca Giannotti dell’Istituto di scienze e tecnologie dell’informazione ‘A. Faedo’ (Isti) del Cnr di Pisa;
- ‘Nffa-Europe’ (‘Nanoscience Foundries and Fine Analysis-Europe’, 10 milioni), coordinata da Giorgio Rossi dell’Istituto officina dei materiali (Iom) del Cnr di Trieste.
Bandito nell’aprile 2014, Infraia-1 ha messo in palio complessivamente 140 milioni di euro.

 

 

04/05/2015
“Natura morta” allo scan dell’Ino di Firenze

Nell’ambito del progetto europeo Iperion CH, uno degli strumenti del laboratorio mobile che andrà in giro in Europa, su chiamata, è lo scanner multispettrale Vis-Nir, uno strumento per l’imaging multispettrale indispensabile nel campo della conservazione delle opere d’arte e per analizzare antichi dipinti.
In particolare, esso acquisisce sedici canali nel visibile (Vis) e sedici nell’infrarosso (Nir): “dai primi canali del visibile è possibile ricostruire l’immagine a colori del dipinto, mantenendo l’informazione spettrale pixel per pixel del dipinto”, ci informa Raffaella Fontana, ricercatrice all’Istituto nazionale di ottica del Cnr di Firenze. “Dagli altri canali nell’infrarosso è possibile studiare quello che sta sotto il pigmento”.
Gli studiosi dell’Ino di Firenze, grazie a queste tecniche innovative e a una collaborazione con l’Università spagnola, hanno passato al “setaccio” la “Natura morta” del Museo del “Centro Regional de Bellas Artes de Oviedo” (Spagna).
“Attraverso l’analisi multispettarle Vis-Nir di questo dipinto” continua la ricercatrice dell’Ino, “sotto la natura morta ‘visibile’ abbiamo scoperto un paesaggio diverso, probabilmente di origine lacustre o fluviale, con delle casette. Una scoperta assolutamente inaspettata”.
La caratterizzazione della “riflettanza” spettrale dello strato pittorico ha ricevuto una grande attenzione negli ultimi anni a causa delle sue diverse applicazioni che vanno dalla diagnostica (controllo dello stato di conservazione e il riconoscimento dei pigmenti) alla documentazione digitale, in modo assolutamente non distruttivo.

 

 

04/05/2015
Progress-m 27m: il cargo russo è rientrato dallo spazio

Il cargo russo Progress M-27M, lanciato lo scorso 28 aprile per portare rifornimenti alla Stazione spaziale internazionale, è rientrato l’8 maggio sulla Terra.
Lunga oltre 7 metri, con un diametro di 2,7, la capsula Progress pesa circa 7 tonnellate, la navetta è andata fuori controllo subito dopo il lancio e ha cominciato a perdere quota ruotando velocemente su se stessa. In Italia l’evoluzione orbitale del veicolo spaziale è stata monitorata da Luciano Anselmo e Carmen Pardini dell’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Isti-Cnr), che ha cominciato a inviare le proprie previsioni di rientro all’Agenzia spaziale italiana (Asi) dal 30 aprile.

Sulla base delle osservazioni radar acquisite durante l’ultimo passaggio sul Kazakistan e la Russia, Roscosmos aveva stimato che la nave cargo Progress sarebbe rientrata alle 04:04 (ora italiana) dell’8 maggio, in mezzo all’Oceano Pacifico, come mostrato da alcuni grafici diffusi dall’Isti-Cnr, in cui la posizione stimata dall’agenzia spaziale russa è stata sovrapposta all’ultima orbita.

Il giorno stesso della caduta del cargo russo, abbiamo fatto qualche domanda a caldo a Luciano Anselmo.

 



 

 

 

04/05/2015
Workshop DIITET: quando collaborazione e multidisciplinarietà fanno bene alla ricerca

Per la prima volta (il 5 marzo 2015) si è svolto a Pisa, nell’Area della ricerca del Cnr, il primo workshop del Dipartimento di ingegneria, Ict e tecnologie per l’energia e trasporti (Diitet) del Cnr sulle aree di ricerca relative alle tecnologie per la salute. L’evento è nato principalmente per riunire i gruppi di lavoro del dipartimento afferenti ai tavoli progettuali “Health care and wellbeing”, “Biotecnologie” e “Nanotecnologie e Materiali Avanzati” e i ricercatori che vi collaborano.
Conoscere più nel dettaglio le attività di ricerca svolte e le competenze dei vari gruppi di ricerca è stato lo scopo principale del workshop, per instaurare nuove collaborazioni sia per attività interne al dipartimento che interdipartimentali.
Più di 60 ricercatori hanno partecipato all’evento e sono nate interessanti riflessioni sulle attività svolte che, in questo particolare ambito, sono accomunate da un singolo scopo: studiare, analizzare e proporre soluzioni tecnologiche innovative volte al miglioramento dello stato di salute e benessere dei cittadini. 

 



Franca Delmastro 01/04/2015
Superlaser: uno strumento straordinario per la medicina del futuro

L’Unesco ha dichiarato il 2015 l’anno della luce, e il superlaser è una delle tecnologie più avanzate basate sulla luce e, pertanto, degno di rappresentare questo anno storico.
“Il superlaser concentra una potenza elevatissima (mille miliardi di Watt): è come se tutta la potenza elettrica usata sulla terra fosse, per un attimo, concentrata in un punto”. Cosi’ Leonida Gizzi, presenta il gioiellino del laboratorio, di cui è responsabile, in dotazione all’Istituto nazionale di ottica del Cnr, della sezione di Pisa.

Il superlaser è uno strumento innovativo, anche, e soprattutto, per ciò che concerne le sue applicazioni nella diagnostica e terapia medica. “La luce del superlaser è concentrata in una pallina microscopica che viaggia nella materia a 300mila km/sec.”, puntualizza Luca Labate, ricercatore all’Ino. “L’impatto di questa pallina di luce con la materia crea istantaneamente un plasma che agisce come un acceleratore di particelle in miniatura. Una delle novità introdotte dal superlaser è appunto la produzione di particelle e radiazioni energetiche con proprietà innovative rispetto alle attuali macchine radiogene”.

“Il superlaser consentirà di realizzare un acceleratore di particelle ‘in miniatura’, mille volte più piccolo di acceleratori come quelli in dotazione al Cern, ad esempio”, conclude il responsabile del laboratorio. “Grazie a queste scoperte, l’Europa sta realizzando nuove infrastrutture laser (Progetto Eli) e il Cnr ha già promosso un ulteriore potenziamento del superlaser e la realizzazione di un nuovo impianto sperimentale”.

 

 

 


02/03/2015
Nanomateriali: arriva il microscopio Dual Beam

L’Istituto di chimica dei composti organo metallici del Cnr di Firenze ha in previsione l’acquisto, a breve termine, di un microscopio “Dual Beam”, al fine di espandere le proprie capacità di caratterizzazione e fabbricazione di nanomaterilai.
La piattaforma “Dual Beam”, innovativa nel proprio settore, rappresenta un passo in avanti nel settore della microscopia elettronica avanzata per la scienza dei materiali e le scienze della vita.
Il microscopio “Dual Beam” è dotato di un cannone elettronico ad emissione di campo e di cannone ionico: il primo serve a garantire la possibilità di imaging a livello “nano”, anche di campioni sensibili ai fasci elettronici ed isolanti; il secondo integra il microscopio elettronico espandendone le potenzialità nella direzione della nanofabbricazione.
La colonna ionica, inoltre, è indispensabile per lo “slicing” di tessuti biologici e la conseguente ricostruzione in 3D.
L’impiego del nuovo strumento (il primo di questo livello) sarà messo a disposizione dell’intero Cnr toscano, delle strutture di ricerca pubbliche e private della Regione Toscana.

Al seminario per la presentazione del microscopio (tenutosi nell’Area della ricerca del Cnr di Pisa), Alessandro Lavacchi, dell’Iccom-Cnr di Firenze – responsabile del Centro di microscopie elettroniche “Laura Bonzi”, struttura tecnica di servizio dell’Area della ricerca del Cnr di Firenze – ha spiegato nel dettaglio cos’è il microscopio “Dual Beam” e a quale scopo viene impiegato nella ricerca.

 

02/02/2015
Il diritto d'autore

Titolo: “Il diritto d'autore” 
Personaggi: Prof. Ittì, Marco, Sofia, Signora D'Autore
Trama: La nuova canzone del gruppo rock di Marco e Sofia è stata pubblicata su un sito musicale a nome di un gruppo rivale. Il Prof. Ittì, grazie all'esperta Signora D'Autore, risolverà il loro problema.

12/01/2015
Senseable city lab (mit): a console table for the users

Paolo Santi (researcher at the Institute for Informatics and Telematics of the Italian National Council of Research) has tried to find the best way of managing an intersection with Self-Driving Technology: he has done this at the Senseable City Lab of the MIT, in which he has partecipated and coordinated the scientific part. To make this specific project a reality and more understandable - also for a common people - during the Internet Festival, "we designed an installation and through it we had a comparison between real intersection in Boston" said Paolo Santi, "and we were able to see how the different traffic management system, the traffic light of one side and our autonomous intersection algorithm on the other side could deal with the traffic, number of vehicles, etc. The idea was to have a console table: the users can change parameters like the numbers of vehicles approaching from each direction, introduce, through a nice button, the arrival of a pedestrian in order to see how the two system react to pedestrians. Furthermore, the users could see in real time the performance of the two systems and compare them in term of the emissions, for instance, that are generated by the vehicles on the road and also the delay which is the amount of time the vehicles need to cross the intersection".

Paolo Santi 10/01/2015
Clavius on the web

Anche dei manoscritti antichi possono avere a che fare col Web: a Internet Festival è di scena un laboratorio, a targa Cnr, dal titolo “Clavius on the Web”.
Il progetto denominato Clavius – come il responsabile dell’Università gregoriana alla fine del 1500 – nasce dall’esigenza di portare al grande pubblico i testi manoscritti conservati in un archivio e posseduti dai Gesuiti: lettere e documenti, legati soprattutto all’insegnamento dei Gesuiti, dal 1500 in poi. L’archivio è andato perduto e riscoperto soltanto nel 1800, rimanendo tuttavia all’interno di quattro stanze: per questa ragione gli studiosi del Cnr hanno cercato di portarlo a conoscenza del mondo del Web. “Il progetto ha lo scopo di mettere sul Web una serie di lettere che astronomi del 1500-1600 scrivono a Clavius, per chiedergli pareri sulle loro ricerche” afferma Andrea Marchetti dell’Istituto di informatica e telematica del Cnr. “Molte di queste lettere sono in latino, la lingua franca, l’’inglese’ di quell’epoca e per la trascrizione di queste lettere sono stati sperimentati degli strumenti informatici per far sì che studenti e volontari, magari amanti del latino, potessero collaborare nella trascrizione di queste lettere, per poi pubblicarle sul Web”.

Andrea Marchetti 14/12/2014